Ieri fra i miei feed rss è comparso questo articolo, quando l'ho letto non credevo a ciò che stavo leggendo. Poi con calma ho fatto una piccola ricerca su google e confesso che ciò che ho trovato non mi è piaciuto. Qui e qui parlano di ciò che prevede il decreto Romani di marzo e di quelle che sono le proposte degli operatori del settore del solare termico discusse anche al recente Solarexpo di Verona. Ho provato a fare una simulazione sulla proposta di una remunerazione di 0,15 Euro/KWh per impianti sotto i 30 KW:
(https://public.sheet.zoho.com/public/cristiancudizio/simulazionecontoenergiasolaretermico)
La simulazione è calcolata su 7 m2 di pannelli, non a caso, perché è la superfice netta dei pannelli (di tipo piano, non tubi sottovuoto) che ho installato a casa mia l'anno scorso. Ora, l'idea di spostare l'incentivo, qualunque tipo esso sia, sulle bollette del gas può anche avere un senso (anche se non tutti si scaldano con il gas, ci sono gasolio e pompe di calore elettriche), ma direi che ci sono almeno due cose che non vanno secondo me:
- la stima di produzione annua
- la tariffa
Dalla mia simulazione risulta che con un simile incentivo io in 10 anni incasserei più di quanto ho speso per l'impianto che grossomodo mi è costato sui 5000 euro. Il problema deriva appunto da due fattori, la stima annua che è assolutamente fuorviante, infatti fra maggio e settembre un impianto solare produce molto, ma molto più di quanto produce tra ottobre e aprile. O si sovradimensiona l'impianto (come ho fatto io) e allora si ha un apporto significativo anche nei mesi invernali o lo si sottodimensiona. Nel primo caso a fronte di una maggior produzione invernale si ha un forte esubero di produzione estiva che va in gran parte buttata via (anzi è un problema da gestire, solitamente si coprono parzialmente ii pannelli) perché d'estate si usa anche meno acqua calda e non si usa il riscaldamento. Nel secondo caso ci si risparmiano i problemi di gestione dell'esubero estivo ma si ha un minore apporto invernale, però l'impianto ha dei costi "fissi" quindi sottodimensionando non è che si risparmi sull'acquisto dell'impianto stesso.
Voglio dire, per il fotovoltaico il conto energia mi pare aver senso perché l'esubero di produzione è facilmente redistribuibile sulla rete elettrica e sfruttabile, per il termico non è sicuramente così, quindi l'idea di un conto energia mi pare una sciocchezza.
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