Da almeno un paio d'anni sono affascinato da questa tecnologia, da un paio d'anni a questa parte, grazie ai famosi incentivi questa tecnologia ha acquisito molta popolarità.
In questo periodo sto valutando più seriamente la possibilità di installare un piccolo impianto fotovoltaico a casa mia, sfruttando i ricchi incentivi che in Italia, almeno ancora per quest'anno vengono offerti. Dalle superficiali notizie che trovo suloltre a permetterti di consumare tutta la corrente che produci anche in orari diversi da quelli in cui la produci (ad esempio di notte) fornendo quindi un sistema virtuale di accumulo (cosa non di poco conto) ,(questa cosa dal 2009 non è più vera) ti da una cifra che in questo momento è almeno il doppio del valore dell'energia al prezzo che la paga normalmente un privato. Quindi il vantaggio di avere energia "gratis" dal sole, viene moltiplicato dallo stato per 3. In questo modo in condizioni ottimali pare che un impianto si ripaghi in circa 10 anni (qualcuno dice 7/8 anni). Quindi se non ci fosse incentivo ci vorrebbe il triplo, quindi 30 anni o nella migliore delle ipotesi 21/24 anni. Il tempo di vita utile dei pannelli stimato pare sia circa 25/30 anni.
Tutto questo mi lascia quindi perplesso sulla reale convenienza di questa tecnologia. A dire il vero mi viene il dubbio che i pannelli vengano fatti pagare troppo o che noi paghiamo l'energia elettrica troppo poco (sono convinto che certi costi del ciclo di produzione di energia elettrica non vengano messi in conto ma vengano fatti pagare a parte alla comunità, e parlo del ciclo completo).
A lasciarmi ancora più perplesso sono numerose installazioni che vedo effettuate in condizioni non ottimali, quindi con i pannelli non esposti a sud, magari parzialmente in ombra nel corso della giornata.
Queste mie riflessioni mi fanno ricordare un'altra cosa bizzarra di cui ho sentito parlare tempo fa, che conferma che qualcosa nel sistema di produzione energetica funziona in modo strano: si parlava dell'opportunità di raddoppiare la capacità di produzione elettrica di una centrale idroelettrica qui in Friuli, il punto però è che l'acqua che c'è viene gia sfruttata, quindi si tratterebbe del classico metodo (di cui mi parlarono gia quando fanciullo studiavo in un istituto tecnico) di ripompare di notte l'acqua a monte e produrre energia di giorno, il tutto con bilancio energetico NEGATIVO, ma bilancio economico positivo, perché l'energia serve di più di giorno e quindi viene fatta pagare di più di giorno. Ma questo dal punto di vista ecologico non ha molto senso.
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Comments
Gia` oggi con i costi credo che siamo all'equivalenza col fotovoltaico, per cui e` solo questione di volerlo.
m2w
Tra l'altro ho visto il confronto pubblico su www.forumnucleare.it (perlomeno negli articoli in cui sono abilitati i commenti), ebbene l'80-90% sono negativi verso l'atomico e favorevoli alle rinnovabili.
Il solare fotovoltaico potrebbe essere notevolmente incentivato semplicemente obbligandone l'integrazione sui tetti delle case di nuova costruzione.
Inoltre c'e` da calcolare che i soldi spesi (produzione e manodopera) restano in Italia, invece con l'atomico, il know-how e la manodopera specializzata verrebbe dall'estero (Francia) e l'uranio importato da paesi non esattamente trasparenti; in entrambe i casi i soldini se ne volano fuori dall'Italia.
Devo leggermi con calma il primo link, intanto faccio solo una constatazione amara: non stiamo sfruttando il fatto di essere in ritardo con l'atomica, purtroppo le cronache e la storia degli ultimi 40 anni non ci ha insegnato abbastanza, così ci dimentichiamo, o meglio non vogliamo vedere che dietro al discorso nucleare ci sono e ci saranno grossi interessi economici a favore di pochi. Gli incentivi hanno dato una grossa spinta al fotovoltaico, che quest'anno ha avuto una grossa impennata, ciò nonostante però è ancora lontano dall'essere una componente significativa della nostra produzione energetica.
- i biocarburanti hanno un rendimento disastroso
- il fotovoltaico rende in maniera simile al nucleare (!)
- l'eolico rende più di entrambi
- l'idroelettrico ancora di più
Per tornare al nostro fotovoltaico, c'è da dire che è una tecnologia che migliora col tempo (dal 12% del passato, ora appena scoperti pannelli al 40%, tanto per dire come avanza).
http://www.fabiobe.com/p/135/nuovo-record-rendimento-fotovoltaico/
Purtroppo le quantità prodotte lasciano parecchio sconfortati... stiamo ancora massicciamente bruciando combustibili fossili (anche l'uranio lo è, ricordiamolo).
Paradossalmente il nostro "ritardo" nell'energia atomica potrebbe trasformarsi in un beneficio, se saltassimo completamente l'atomico per approdare alle fonti rinnovabili: ne avremmo i benefici senza avere i costi (non solo economici...) dei depositi di scorie dietro casa.
m2w
Buonasera
I pesanti sussidi statali per ora falsano la risposta del mercato, benché siano da fare anche alcune considerazioni sulla desiderabilità di avere una diversità di fonti energetiche (e quindi è giusto che lo stato spinga queste tecnologie).
Oltre al costo economico c'è anche un altro modo di calcolare la convenienza di una tecnologia, ossia il rapporto tra energia prodotta e quella usata per produrla, chiamato EROEI.
Si tratta di un indice molto "arido" che non tiene conto di varie cose, tra le quali ad es. il fatto che mi potrebbe andare bene di produrre in perdita se questo mi permette di trasferire l'energia nello spazio o nel tempo.
In rete ho trovato questo:
http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2009/03/06/leroei-dice-la-verita/
Il grafico in alto riporta in ascissa la produzione attuale e in
ordinata il rendimento.
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